Venti d’ottobre…

Ieri il vento c'era davvero, un vento freddo che pungeva, l'aria gelida che accarezzava la faccia, intorno un milione di cuori, un milione di precari, precari nella vita, lavoratori, studenti, migranti, omosessuali…
Un milione di no alla precariet, un milione di persone che al governo chiedono semplicemente di rispettare il programma e di provare a dare un futuro a milioni di persone, agli studenti ed ai precari che chiedono un reddito di cittadinanza, che chiedono un futuro, perchè a oggi non possono permetterselo e sono costretti a viversi un presente senza possibilità alcuna.

La Sinistra deve ripartire da qua, deve prendere tutta la spinta verso l'unità che viene data da questa piazza, da questa moltitudine di persone, questi cuori sognatori che vogliono cambiare il mondo, un passo alla volta, camminando tutti assieme, il movimento glbtq accanto agli studenti, insieme ai lavoratori ed ai migranti… 

3 pensieri riguardo “Venti d’ottobre…”

  1. Il vento era gelido ieri, ma non ha spento il nostro ardore. Eravamo tanti…anzi di più…a testimoniare che a sinistra c’è una forza di uno spessore e peso politico ineguagliabile!

  2. La manifestazione è stata bellissima. Era incredibile essere circondati da così tante bandiere rosse. E c’erano tanti ragazzi come me che vogliono una speranza per il futuro. Non dobbiamo fermarci. Dobbiamo continuare così, chiedere al governo qualcosa di più… la precarietà la nuova forma di schiavitù e forse neanche tanto nuova…
    cosedicasanostra.blogspot.com

  3. Già, ieri il vento “fischiava” come nella nostra migliore tradizioni.
    Si percepiva davvero forte il fatto che si era una forza unica e finalmente pesante, autorevole, con cui tutti coloro che da mesi ci attaccano devono fare i conti in modo serio.
    E’ stata una grande vittoria, venuta anche perchè finalmente abbiamo fatto le cose “semplici”, parlando chiaro e forte. La gente ha capito ed ha risposto.
    Un passo importante per l’unità a sinistra: SD e Verdi non sono venuti ma la loro gente sì, non ci si divida più ora e avanti tutta.

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