Lacrime di coccodrillo

Mentre la neo-presidente degli industriali preparava la sua relazione per l'assemblea di Confindustria, nella sua fabbrica si moriva.
Come scrive Marco Rovelli nel suo splendido Lavorare Uccide le morti bianche non accadono per caso, sono omicidi, che spesso non trovano soluzione e l'assassino rimane impunito.
E' inutile che la Marcegaglia faccia le condoglianze alla famiglia della vittima, se poi si continua sulla strada che vede lo straordinario diventare ordinario, la precarietà essere sinonimo di flessibilità, appalti dati al ribasso, esternalizzazioni selvagge, formazione carente, le sue sono solo lacrime di coccodrillo.
Intanto in tutto questo il Pd sta facendo a gara con il Pdl a chi è stato più bravo ad inasprire le pene per tutti questi delinquenti extracomunitari clandestini e la Sinistra ancora non sappiano dove è di casa.

Rimbocchiamoci le maniche e iniziamo a ricostruirla noi la Sinistra, quella vera, dal basso, contro ogni identitarismo, non facciamola chiudere nelle stanze puzzolenti e stantie di partito a contarsi per la presa di un forte ormai già crollato. Riportiamola nelle strade, invadiamone i luoghi e trasformiamola a partire dalla nostra quotidianità, dal nostro essere persone, trasformiamo le nostre pratiche, costruiamo la vera opposizione a questo governo, che viva non in parlamento, ma nei luoghi di lavoro, nelle università, nelle strade, nei bar e nelle discoteche, ogni luogo è attraversabile.

[Segnalo anche lo splendido articolo di Rovelli pubblicato oggi su Nazione Indiana riguardante lo sfruttamento dei lavoratori clandestini] 

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