Parmaworkcamp.

E' obbligo che scriva due righe per raccontare la due giorni parmense (o parmigiana? no, parmigiana è quella di melanzane). 

Come primo atto devo fare i complimenti a Fran e a Davide per l'organizzazione più che perfetta, son stati bravi a contrattare anche due giornate di sole (seppur la temperatura non era proprio estiva, però le mediazioni alle volte sono necessarie).

Ci sono stati molti interventi che ho trovato interessanti, menzione speciale va all'intervento di elena sulla cooperazione, purtroppo poco capito, perchè ritengo il movimento cooperativo molto 2.0 e la diffusione dei principi che stanno alla base non può che fare bene. 

Il più atteso di tutti è stato sicuramente Paul, tutti a scrutare ogni faccia più o meno sconosciuta provando ad immaginarlo e lui cosa fa? Fa apparire i biglietti sul lavandino del bagno. Genio. 

I vigili di Parma sembrano sceriffi del farwest, ma i controllori sugli autobus sono i più pignoli che abbia mai visto, ma non mi hanno beccato lo stesso senza biglietto (non mi avrete mai! [qui ci andrebbe una risata malefica tipo cattivo dei film]). 

Un grazie davvero a tutti, quelli conosciuti e quelli che ancora devo conoscere, è stato un piacere rivedervi e conoscervi dal vivo (avrò dimenticato sicuramente qualche link, non me ne vogliate male). 

[a su flickr ci sono le foto]

7 pensieri riguardo “Parmaworkcamp.”

  1. parmigiano = di parma città
    parmense = di parma provincia
    [piccoli trucchetti da imparare per non farsi riconoscere come emigrata dai cattivissimi vigili]

    altrettanto 🙂

  2. ah.. ecco, nella mia testa l’aggettivo parmigiano era riservato solo al formaggio e al femminile al noto piatto a base di melanzane.

    Altra cosa temibilissima a Parma poi ho scoperto essere i piccioni…
    😀

  3. ciocci tu vinci il primo premio speciale “aaaaargh m’hai veramente scattato le foto segnaletiche?”

    puoi ricattarmi a morte come in beautiful sono nelle tue mani!

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