1917 + 100

«Alla fine di questa guerra io vedo un’Europa rigenerata non dai diplomatici, ma dal proletariato. La Repubblica federale europea – gli Stati Uniti d’Europa – è ciò che dovremo avere. L’autonomia nazionale non basta più. L’evoluzione economica richiede l’abolizione delle frontiere nazionali. Se l’Europa dovesse rimanere divisa in unità nazionali, l’imperialismo ricomincerà la sua opera. Solo una Repubblica federale europea potrà dare pace al mondo». Sorrise, con quel suo fine sorriso, leggermente ironico. «Ma senza l’azione delle masse europee, questi obiettivi non potranno essere realizzati… oggi.»

Lev Trockij parlando con John Reed il 30 Ottobre 1917 – I dieci giorni che sconvolsero il mondo

Infine fu il turno di Lenin, che si afferrava al parapetto della tribuna, muovendo sugli astanti i piccoli occhi socchiusi, fermo, in attesa, apparentemente insensibile alla lunga ovazione che si prolungò per diversi minuti. Quando fu finita disse semplicemente: «Ora procederemo all’edificazione dell’ordine socialista!». Di nuovo questo schiacciante boato umano.

John Reed – I dieci giorni che sconvolsero il mondo

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