Mentre…

Questo post doveva essere uno sfogo per quella che è la situazione che si è venuta a creare su Kilombo, in cui non si riesce a rispettare nemmeno due semplici cose scritte e votate a grande maggioranza dagli iscritti all'aggregatore. 

Doveva perchè, mentre mi mettevo a scriverlo ho pensato, cioè io con tutto quello che sta accadendo in Italia e nel mondo, mi metto a scrivere su una manciata di cazzoni che si parlano addosso in maniera autoreferenziale come ci piace fare tanto a noi blogger, mentre sta passando in un provvedimento come il pacchetto sulla sicurezza che dire repressivo e fargli un complimento, mentre viene criminalizzato un intero popolo, mentre per un grammo di hashish si va in carcere per quattro anni e due mesi, mentre sabato saremo in tanti in piazza insieme al comitato per dire no allo scempio di un territorio, mentre due zero virgola bloccano la commissione sul vergognoso comportamento delle forze dell'ordine a Genova…  

Meglio il silenzio quindi, meglio impegnarsi a fare di kilombo un vero luogo di confronto costruttivo, senza troppe polemiche sterili…  

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Toda Joia….

[titolo banale e scontato] 

Scrive bene Antonio quando dice che la serata di venerdì al Joia è stata una serata fuori dal comune: un ristorante eccezionale, piatti allo stesso tempo bellissimi da vedere e buonissimi da mangiare, vini veramente buoni da bere, tredici persone tutte anche molto differenti una dall'altra che dopo trenta secondi che si conoscono di persona parlano e conversano come fossero amici da sempre. 

Questa è la forza che la rete sprigiona quando usata bene, e San Lorenzo per ora l'ha usata davvero bene, perchè ha saputo porsi alla pari, in maniera orizzontale con le persone che potrebbero essere i consumatori dei suoi prodotti.  

Antonio, se quello di venerdì era marketing, allora era veramente ben fatto…

Vorrei quindi ringraziare tutti della bella serata di venerdì: Antonio, Sara, Patrice, Giovanni, Schigi, Andrea, Enrico, Maria Grazia, Rosa, Alberto, Manuela, Riccardo.   

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Il futuro di Kilombo

Il post che segue doveva essere pubblicato oggi da tutti i blogger firmatari in fondo, dopo una lungo scambio di mail, in cui abbiamo scambiato un po’ di opinioni su quelle che sono i problemi di kilombo e come risolverli, come far partire quei progetti che il collettivo ha votato ed approvato come l’associazione, che è da troppo tempo ferma e kilombo slow idem.
Avevamo deciso di pubblicare tutti insieme questo post, e parallelamente avevamo avanzato una proposta per far partire kilombo sloe nei prossimi giorni, trovando inizialmente, almeno così sembrava, anche l’approvazione della redazione.
Era solo un miraggio, perchè quando ormai la prima versione di questo post era pubblicata, arriva una mail di jaco in cui si dice che la redazione non ha espresso la maggioranza su quella che era stata la nostra proposta, bloccando tutto proprio mentre doveva essere pubblicato il post.
Io ho deciso di pubblicarlo comunque, inserendo questa breve premessa per spiegare un po’ la situazione che è venuta a crearsi, e sperando di riuscire a trovare una soluzione che permetta di far partire al più presto kilombo slow e l’associazione, per dare un futuro a kilombo.

 [update] Mi è arrivata oggila mail della redazione che annuncia il lancio di kilombo slow, quindi questo vuol dire che sono stati superati i problemi che erano sorti ieri… sono molto contento! Speriamo con questo di fare un primo passo per il consolidamento di kilombo ed il suo sviluppo… ora vediamo di far partire anche l'associazione [/update]
 
Il post che segue doveva essere pubblicato oggi da tutti i blogger firmatari in fondo, dopo una lungo scambio di mail, in cui abbiamo scambiato un po' di opinioni su quelle che sono i problemi di kilombo e come risolverli, come far partire quei progetti che il collettivo ha votato ed approvato come l'associazione, che è da troppo tempo ferma e kilombo slow idem.
Avevamo deciso di pubblicare tutti insieme questo post, e parallelamente avevamo avanzato una proposta per far partire kilombo sloe nei prossimi giorni, trovando inizialmente, almeno così sembrava, anche l'approvazione della redazione.
Era solo un miraggio, perchè quando ormai la prima versione di questo post era pubblicata, arriva una mail di jaco in cui si dice che la redazione non ha espresso la maggioranza su quella che era stata la nostra proposta, bloccando tutto proprio mentre doveva essere pubblicato il post.
Io ho deciso di pubblicarlo comunque, inserendo questa breve premessa per spiegare un po' la situazione che è venuta a crearsi, e sperando di riuscire a trovare una soluzione che permetta di far partire al più presto kilombo slow e l'associazione, per dare un futuro a kilombo. (il corsivo è una mia prefazione)

Kilombo nasce in concomitanza con importanti appuntamenti elettorali come le primarie per l'Unione e le politiche, per far dialogare e scontrare quelli che vengono chiamati riformisti e radicali, cercando di creare un terreno comune di appartenenza.  

Kilombo era e deve rimanere un progetto politico (o, anche se non formalmente, una associazione politico-culturale) cioè che raduna tutti coloro che si riconoscono in alcuni valori (quelli della Carta) a prescindere dalla adesione ad un partito del centro-sinistra o alla stessa coalizione dell'Unione. Crediamo che questo sia un punto fondamentale da fissare, anche alla luce delle probabili future evoluzioni politiche. Il tutto per evitare di ricadere nel vecchio detto di Pietro Nenni secondo cui "a fare a gara fra puristi [di sinistra, ndr], si troverà sempre qualcuno più puro, che alla fine ti epura". 
  
In questi giorni il progetto politico dell'Unione sembra, invece, alla corda. Il governo ha il fiato corto. A destra e a sinistra della coalizione governativa cresce la voglia di andare da soli. Alcuni non possono sentir parlare di Partito Democratico, altri non ne possono più della sinistra di lotta e di governo. Kilombo rischia di subire questa situazione e di implodere.  
 
Sarebbe un peccato, perchè è proprio nel momento in cui la sinistra "reale" si divide che bisogna fare valere le ragioni del dialogo riscoprendo il patrimonio storico e valoriale che ci accumuna. Questo compito è responsabilità anche nostra, la sinistra "virtuale". E', paradossalmente, nel momento di massima distanza politico-parlamentare che l'esperimento kilombista acquista significato e importanza non secondari. 
 
Per prevenire l'implosione di Kilombo è cruciale riscoprire le ragioni del nostro aggregatore e farle diventare progetto politico (sebbene rigorosamente non partitico). Se vogliamo impedire che Kilombo si trasformi (o rimanga) una vetrina in cui prevalgono le ragioni della polemica fine a se stessa tra nemici su quelle del confronto fruttuoso tra compagni, dobbiamo dotarci di tutti gli strumenti, reali e virtuali, necessari. 
 
Alcuni sono stati individuati molto tempo fa, ma sono rimasti in cantina. Kilombo slow e l'associazione aspettano solo di venire usati. Nessuno, però, osa metterci mano, cuore e testa. Perchè? 
 
Il loro scopo non deve essere quello di ricreare dal vivo o alla moviola l'atmosfera litigiosa e individualistica di kilombo.org. Le ragioni dell'associazione e di kilomboslow sono ben altre e altrettanto importanti. Sono le ragioni dello stare insieme a sinistra, nonostante parlamento e governo. Non dobbiamo, infatti, governare un paese, ma salvaguardare legami, contatti, spazi comuni. 
  
Non vale la pena impegnarsi in prima persona per queste ragioni?  Allora perchè non ci diamo una mossa, magari prima che cada il governo e kilombo chiuda perchè Jaco si è dimenticato di pagare il aruba?
 

Questo post è stato scritto collettivamente da Chemako, Ciocci, Falecius, Jaco, Luca, Meslier, Supramonte, Grandangolo e Titollo.

Chiunque condivida le ragioni da noi espresse è caldamente invitato a pubblicarlo sul proprio blog e a postarlo su Kilombo.  


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Venti d’ottobre…

Ieri il vento c'era davvero, un vento freddo che pungeva, l'aria gelida che accarezzava la faccia, intorno un milione di cuori, un milione di precari, precari nella vita, lavoratori, studenti, migranti, omosessuali…
Un milione di no alla precariet, un milione di persone che al governo chiedono semplicemente di rispettare il programma e di provare a dare un futuro a milioni di persone, agli studenti ed ai precari che chiedono un reddito di cittadinanza, che chiedono un futuro, perchè a oggi non possono permetterselo e sono costretti a viversi un presente senza possibilità alcuna.

La Sinistra deve ripartire da qua, deve prendere tutta la spinta verso l'unità che viene data da questa piazza, da questa moltitudine di persone, questi cuori sognatori che vogliono cambiare il mondo, un passo alla volta, camminando tutti assieme, il movimento glbtq accanto agli studenti, insieme ai lavoratori ed ai migranti… 

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Blog Action Day…

In mezzo al delirio di cui ho scritto al post precedente, mi sono ricordato che oggi è il Blog Action Day, per questo vi voglio raccontare di quello che sta accandendo qua vicino a dove vivo, in uno dei luoghi più belli della campagna senese, di quei luoghi che si vedono nei depliants e nelle brochure delle agenzie di viaggio.  

 

Ampugnano è un minuscolo borgo di poche decine di case, proprio sotto il borgo, costruito su una collina, vi è un piccolo aereoporto costruito negli anni '30, che negli ultimi dieci anni è stato visto come una possibile forma di speculazione, con continui progetti di allargamento ed espansione, che però incotravano la perenne mancanza di fondi. 
Tutto questo fino a qualche mese fa, quando un fondo di investimento chiamato Galaxy, in collaborazione con ciò che tutto muove a Siena, ha deciso che l'aereoporto di Ampugnano è uno dei luoghi migliori per un bel mega-aereoporto per i voli low-cost. Mi direte voi, e cosa c'entra tutto ciò con l'ambiente? Ebbene (oltre alle tonnellate di metri cubi di cemento per costruire un mostro del genere, alla necessità di milioni e milioni di fondi pubblici per costruire strade che mancano, perchè all'aereoporto si arriva da una piccola strada, in cui praticamente passa una sola auto) nella piana di Rosia, proprio sotto a dove verrebbe costruita la nuova meg pista e le nuove strutture vi è la falda acquifera del Luco, che consente ad una larga fetta di cittadini che abitano nella provincia di Siena di bere, la costruzione dell'aereoporto distruggerebbe completamente questa risorsa, in più distruggerebbe un paesaggio, ed un luogo da tutti visto come uno degli scorci più belli della Toscana.
Sabato, eravamo in tanti, insieme alla gente del comitato, più di 600 persone a camminare, colorati e pacifici per dire no a questo scempio, per chiedere invece di un aereoporto un nuovo modo di vedere i trasporti, per ripensare agli spostamenti, cercando di incentivare, anche attraverso investimenti importanti nell'ammodernamento, l'uso della ferrovia, chiedendo maggiori servizi pubblici, perchè si vuole costruire un aereoporto in un luogo dove passano si e no due autobus al giorno, dove le persone che vi abitano riscontrano una difficoltà a muoversi utilizzando i servizi pubblici.

Ecco, buon Blog Action Day a tutti… 

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Un breve saluto

Periodo veramente pieno, finalmente sto ultimando anche il trasloco fisico, proprio per questo non riesco a seguirmi niente, sia di conversazioni online visto che ancora per un bel po' di tempo sono senza adsl, e al massimo dovrò attaccarmi a qualche rete wifi, riuscendo solo però a sbirciare, perchè il tempo è quello che è… tiranno. 

Mi sto ascoltando sempre di più l'ultimo cd dei Radiohead e sono sempre più contento di averglia dato 5£ per l'album, e sto meditando di prendermi anche il cofanetto… ritengo i Radiohead, la miglior band al mondo negli ultimi 10 anni, come qualità della musica e come idee… 

Spero di riuscire a scrivere più spesso, naturalmente su twitter potrete trovarmi più spesso… 

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E tu che metro usi?

Ecco, a me delle metriche usate per le cassifiche di blo non me ne importa proprio niente, ma niente niente…
Poi parliamo dell'autoreferenzialità dei blog…
Guardare la classifica di BlogBabel è una masturbazione mentale… Per quel che mi riguarda l'autorevolezza di un blogger non si misura con calcoli ed algoritmi matematici, per me Beppe Grillo nonostante la sua posizione è tutt'altro che autorevole…

Detto questo devo ammettere che più o meno tutti i giorni controllo la mia posizione, giusto perchè è un piacere personale vedere che si è salito qualche posizione, anche se qua ancora si è oltre la millesima posizione… 

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Musica arcobaleno

Cosa stavo dicendo?

E' proprio di ieri la notizia dell'uscita il 10 ottobre del disco dei Radiohead "In Rainbows".

Disco che verrà distribuito in due modi: si potrà pagare un'offerta libera e quindi scaricare il cd dal loro sito, oppure con 40£ ricevere oltre al cd, anche un altro cd di inediti e le versioni dei due in vinile con l'aggiunta di altri special, come booklet e foto.
 

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Musica maestro…

Leggevo oggi nel blog di Claudio Ferrante su Nòva100 un post con un po' di considerazioni e qualche ottimo spunto per una discussione al riguardo di quella che è lo stato attuale dell'industria musicale.

Sono un musicofilo accantio, ascolto musica di continuo e sempre diversa, però purtroppo non mi posso permettere di comprare tutti i cd che vorrei, e quindi, me li scarico, me li ascolto e poi forse me li compro, se decido che merita l'acquisto.
Penso che oggi questa catena di fruizione della musica sia usata, cioè valutare il prodotto e poi nel caso premiare chi lo ha fatto, mi sembra una cosa logica. Sono pochi i gruppi di cui a scatola chiusa mi compro il cd, perchè nel bene o nel male si è creato un rapporto di fiducia, nato dall'ascolto, dal riascolto, dai live e poi quindi dalla fiducia che ho nei confronti di chi presumo che faccia un buon prodotto.
Un disco, per quel che mi riguarda, non si può valutare da un singolo, nemmeno da due, merita l'ascolto e il riascolto più volte, per sentire le sensazioni e le emozioni che provoca.
E' un evoluzione che l'industria musicale e sopratutto chi distribuisce la musica deve capire. 

Io non considero scaricare un cd come rubare, lo considero un diritto: il diritto di poter accedere alla cultura da parte di chiunque, anche di chi non se lo può permettere economicamente.
Lo devono capire anche le major, e quindi trovare mezzi diversi, ormai è sempre più facile per un artista distribuirsi le proprie produzioni, anche con pratiche innovative e che funzionano, si vedano come esempio i cd brulè e tutti i servizi della comunità online degli Elio e le Storie Tese.  

Insomma è riduttivo pensare che chi scarica ruba e quindi vada punito, è riduttivo e sciocco da parte delle case discografiche tentare di mantenere uno status quo, che non può più reggere anche grazie alle innovazioni portate dalla rete.
Si dovranno sempre più dar da fare per cercare nuove strade, che vadano incontro anche a chi usufruisce della musica. 

(e non ho nemmeno parlato di riforma del copyright e del diritto d'autore, che meriterebbe un blog intero a parte… su cui magri potrei scrivere qualcosa più in qua…) 

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