“Enrico Berlinguer alla tv”

ert(Grecia, proteste davanti alla sede della tv pubblica chiusa per i tagli imposti dalla troika)

Una politica di austerità non è una politica di tendenziale livellamento verso l’indigenza, né deve essere perseguita con lo scopo di garantire la semplice sopravvivenza di un sistema economico e sociale entrato in crisi. Una politica di austerità invece, deve avere come scopo — ed è per questo che essa può, deve essere fatta propria dal movimento operaio — quello di instaurare giustizia, efficienza, ordine, e, aggiungo, una moralità nuova. Concepita in questo modo, una politica di austerità, anche se comporta (e di necessità, per sua stessa natura) certe rinunce e certi sacrifici, acquista al tempo stesso significato rinnovatore e diviene, in effetti, un atto liberatorio per grandi masse, soggette a vecchie sudditanze e intollerabili emarginazioni, crea nuove solidarietà, e potendo così ricevere consensi crescenti diventa un ampio moto democratico, al servizio di un’opera di trasformazione sociale.

(…) l’Italia si trova oramai — ma io credo, prima o poi, anche di altri paesi economicamente più forti del nostro si troveranno — davanti a un dilemma drammatico: o ci si lascia vivere portati dal corso delle cose così come stanno andando, ma in tal modo si scenderà di gradino in gradino la scala della decadenza, dell’imbarbarimento della vita e quindi anche, prima o poi, di una involuzione politica reazionaria; oppure si guarda in faccia la realtà (e la si guarda a tempo) per non rassegnarsi a essa, e si cerca di trasformare una traversia così densa di pericoli e di minacce in un’occasione di cambiamento, in un’iniziativa che possa dar luogo anche a un balzo di civiltà, che sia dunque non una sconfitta, ma una vittoria dell’uomo sulla storia e sulla natura.

Enrico Berlinguer, gennaio ’77 Teatro Eliseo di Roma, marzo ’79 Teatro Lirico di Milano.

A metà tessera elettorale, un bilancio.

scheda

Ieri ho preso in mano la mia tessera elettorale, ero in coda alla biglietteria della stazione di Trento e dovevo fare il biglietto per tornare a casa a votare. L’ho aperta e ho visto che è piena per metà, eppure sono pochi anni che voto, neanche 10. Mentre stavo aspettando ho guardato quei timbri sbiaditi e le date, a parte un paio di casi non riuscivo ad associare date e votazioni. Francesco qualche giorno fa ha fatto una lista, ho voglia di fare lo stesso giochino e una specie bilancio arrivato a metà tessera.

Armato di Google sono andato a cercare e ricostruire la mia (breve) storia elettorale:

3 Aprile 2005 – Elezioni Regionali

Elezioni Regionali in Toscana. Voto per il centrosinistra con candidato Claudio Martini presidente e voto di lista ai Verdi. Martini vince e i Verdi eleggono 2 consiglieri. Oggi voterei altro.

12 Giugno 2005 – Referendum 

Si votano i 4 referendum sulla procreazione assistita. Voto 4 SI, ma il quorum è lontano. Oggi voterei uguale.

9 Aprile 2006 – Elezioni Politiche

Elezioni politiche, quelle dell’Unione di Prodi. Voto solo alla Camera per la lista di Rifondazione Comunista che elegge una quarantina di deputati. Oggi voterei uguale.

25 Giugno 2006 – Referendum

Referendum sulla riforma costituzionale fatta dal centrodestra. Voto NO, che vince superando il quorum pure se non necessario. Oggi voterei uguale.

13 Aprile 2008 – Elezioni Politiche

Cade il Governo Prodi e si torna a votare. Voto la Sinistra Arcobaleno, che con il 3% rimane fuori dal parlamento. La mia più grande sconfitta elettorale fino a oggi. Oggi voterei uguale.

6 Giugno 2009 – Elezioni Europee. Provinciali e Comunali

Alle europee voto Sinistra e Libertà, con preferenza a Nichi Vendola, Umberto Guidoni e Giuliana Sgrena, non viene superato lo sbarramento e non viene eletto nessuno. Alle elezioni per la provincia di Siena ho invece votato il candidato del centrosinistra Simone Bezzini, con voto alla lista Sinistra per la Provincia di Siena che elegge un consigliere, mentre alle elezioni comunali ho votato per la lista unica del centrosinistra a Monteroni d’Arbia con preferenza per Jacopo Altomira candidato di Sinistra e Libertà che viene eletto. Oggi voterei uguale.

22 Giugno 2009 – Referendum

Ci sono i referendum elettorali di Guzzetta&Co. Indeciso se votare o meno, vado e voto NO. Il quorum anche in questo caso è lontano e non passano. Oggi voterei uguale.

28 Marzo 2010 – Elezioni Regionali

Elezioni regionali in Toscana. Voto Enrico Rossi presidente e la lista di Sinistra Ecologia e Libertà, che però non elegge nessuno nonostante la vittoria di Rossi e del centrosinistra. Oggi voterei uguale.

12 Giugno 2011 – Referendum

Ai referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento voto 4 SI, che vincono in tutti i referendum superando il quorum. Oggi voterei uguale.

Dopo 8 anni da elettore le sconfitte probabilmente superano le vittorie, con alcune come quella del 2008 che ancora brucia. Spero in futuro di vivere più vittorie, non sarà facile.

Tra pochi giorni tornerò a votare, so già per chi votare. voterò per l’unica scelta che ritengo sensata oggi quella di sostenere Bersani votando Sinistra Ecologia e Libertà.
È l’unico modo che ha oggi l’Italia di avere una vera sinistra che vuole governare, è l’unico modo per iniziare a cambiare qualcosa.
Sono consapevole che non basterà questo voto, ma penso che sia il primo passo necessario per un lungo lavoro di ricostruzione di questo paese.

 

Lettera al Compagno Segretario

Caro Compagno Segretario, 
posso chiamarti Compagno vero, mica te la prendi? 
Non mi conosci, sono uno di quei 485.698 elettori ed elettrici del centrosinistra che hanno votato Nichi Vendola al primo turno delle primarie. 
L'ho fatto perché credevo fosse la persona più adatta a rappresentare nel centrosinistra in Italia quella necessità di cambiare rotta che sento necessaria alla sinistra e all'Europa. 
Le sue idee e le sue proposte sono quelle che mi hanno fatto sognare che l'Italia potesse prendere davvero una strada diversa e migliore rispetto a quella che ha intrapreso negli ultimi anni. 
Purtroppo il mio voto e quello di altri non è bastato per permettere a Vendola né di vincere né di arrivare al ballottaggio, ma anche se non ha vinto penso che molte delle nostre proposte possano essere importanti per il futuro; i temi sollevati nel corso di questa campagna elettorale sono stati e saranno spunti di riflessione e patrimonio di tutta la sinistra e il centrosinistra.
Caro Compagno Segretario, io non ti ho mai votato, non ho nemmeno mai votato il Partito Democratico, non so cosa farò domenica prossima, molto dipenderà da quello che dirai e che farai in questa settimana, non ti preoccupare però che Renzi non lo voto, troppo lontana la sua visione su tutto, quindi al massimo starò a casa a guardare con distacco e poca convinzione chi vince, oppure se saprai farti carico con un po' di coraggio di provare a rappresentarmi (parlo per me, che non ho la pretesa di parlare a nome di nessun altro, anche se magari qualcuno può riconoscersi nelle mie parole), di fare tue una parte delle istanze che abbiamo portato dentro a queste primarie. 
Il dibattito e la discussione troppo spesso si è avvitato sulla conformazione interna del Pd, lasciando fuori la realtà, quella che parla di giovani nelle piazze, fabbriche che chiudono, frane che distruggono case e paesi. 
Il Pd oggi, per quanto io l'abbia sempre criticato, è l'unico spazio intorno al quale oggi ruota la possibilità per la sinistra politica di incidere nelle vite delle persone, ma da solo quello spazio non basta, va riempito insieme a quella sinistra polverizzata che vive in migliaia di realtà difficili. 
Per un lungo periodo ci siamo divisi pensando di poter bastare da soli, quello è stato il motivo per cui abbiamo perso e continuiamo a perdere.  
I prossimi anni saranno difficili per l'Italia e per l'Europa, solo con l'ottimismo della volontà (sarebbe stato bello sentir tornare a pronunciare il nome di Gramsci, come ispirazione a riprendere l'egemonia culturale, ancora salda nelle mani del berlusconismo), ritornando a sognare, possiamo affrontarli senza soccombere nel pessimismo della ragione e impantanarci nelle virgole di un realismo grigio. 
Oggi abbiamo bisogno di speranze e solo camminando insieme possiamo pensare di costruirle. 
Mettiamoci a lavoro, su molti punti siamo già vicini, non dovrebbe essere troppo difficile se ci impegniamo. Collaboriamo, costruiamo qualcosa di bello che ridia speranza alle persone, facciamo vedere qual è il cambiamento che vogliamo. 
Caro Compagno Segretario, ti auguro un buon lavoro in questa tua ultima settimana di campagna elettorale per queste primarie, la mia speranza è quella di incontrarsi domenica prossima dentro il seggio, insieme a tante persone.
 
 

Perché l’articolo 18 è un non problema.

Sono mesi ormai, anzi anni, che continuano a dirci che l’articolo 18 è il vero freno alla competitività di questo paese, la palla al piede dell’occupazione che senza schizzerebbe in alto come neanche durante il boom economico, tutto per l’articolo 18. Dice c’è quel problema lì, quello della precarietà, delle 46 forme di contratto diverse, come lo risolviamo? Aboliamo l’articolo 18. Dobbiamo aumentare gli investimenti? Aboliamo l’articolo 18. Oggi nessuno dice aboliamo però, si dice superare, siamo moderni, mica vorremmo sembrare quelli che tolgono diritti e libertà, no?

Ora, andate a leggervi l’art.18 (visto ci siete date una lettura pure a tutto lo Statuto dei Lavoratori che male non fa), come vedete si trova nel Titolo II che ha come titolo “Della libertà sindacale” e già il fatto che sia stato inserito qua dal legislatore può far capire a cosa serva.
Quando l’avete letto continuate con la lettura.
Leggi tutto “Perché l’articolo 18 è un non problema.”

#ioricordo Genova

Tra qualche settimana saranno passati 10 anni dal G8 di Genova, tra tutte le celebrazioni e iniziative per celebrare l'anniversario quella che mi ha colpito di più è: #ioricordo Genova una bellissima iniziativa lanciata da Claudia.

Un luogo dove raccontare quello che stavamo facendo in quei giorni, per ricostruire un racconto collettivo, mettendo inisieme tanti frammenti scomposti e non collegati tra di loro, ma che attraverso il ricordo delle emozioni e delle sensazioni vissute in quei giorni faccia muovere "l'ingranaggio collettivo" e sociale che è la memoria.

Per partecipare potete inviare i contributi qua e/o usare l'hashtag #ioricordo su twitter, fate girare l'ingranaggio!

“The smiles returning to the faces”

Volevo solo dire che il mio sorriso è ormai fisso da più di 24 ore, che mi auguro che sia solo l'inizio, che tra meno di due settimane ci sono da mettere 4 sì ai referendum per fare un altro passo, che ci sono parole che non vedevo l'ora di sentire, che io questo sorriso mica ho voglia di togliermelo.

C'è chi poi riesce a spiegarla molto meglio.


(foto di m0rula)

(l'analisi del voto poi la facciamo un altro giorno, per il momento godiamocela tutti)

Wikiplomacy

In tutta questa faccenda di Wikileaks a me più che i contenuti dei documenti (spulciandoli alcuni dei quali anche molto interessanti tipo questa analisi del Degastan che passa dal racconto del matrimonio del figlio di un boss locale), di cui tutti oggi stanno scrivendo, ha colpito il metodo.
Come fa notare Gianni Silei è da quando i Bolscevichi pubblicarono gli accordi segreti tra le potenze della prima guerra mondiale che non succedeva qualcosa del genere e prima era avvenuto qualcosa di simile con la pubblicazione dei dispacci degli ambasciatori della Serenissima.
Rimane quindi ancora valida l'idea wilsoniana di una diplomazia non più segreta, ma discussa e condivisa, attraverso una lega delle nazioni? 
Magari da tutto questo oltre l'informazione pure la diplomazia ne uscirà cambiata.

No alla vendita dei beni confiscati

 

A pochi chilometri da casa mia, nelle splendide colline senesi, si trova una splendida fattoria, Suvignano. Quasi 700 ettari di terreno, 13 coloniche, una casa padronale, migliaia di capi di bestiame, colture pregiate, agriturismo, piscine, un posto da favola.
Si tratta della più grande confisca alla mafia di tutto il centro – nord Italia, sequestrata dal 1996 è stata confiscata definitivamente nel 2007, da allora tutti i tentativi delle istituzioni locali per entrare in possesso della fattoria sono stati vani per il momento e l'emendamento in finanziaria che permette la vendita all'asta dei beni confiscati che non riescono ad essere destinati entro tre mesi, senza nessun tipo di vincolo di utilizzo, rischia di veder tornare in mano alla malavita Suvignano e tanti altri beni.
Libera, insieme a tante altre associazioni, sindacati, partiti ha lanciato una petizione e una mobilitazione per chiedere il ritiro di questo emandamento.
Vi invito a firmare, a partecipare, ad informarvi, perchè quei beni devono diventare davvero "cosa nostra". 

Piazza bella piazza?

Prendo spunto da un post di Giovanna Cosenza e da uno di Loredana Lipperini.

La Piazza con la P maiuscola è quell'entità che da sempre dovrebbe portare attraverso una sollevazione popolare al cambiamento.

Usata e abusata è divenuta il fine e non più il mezzo, cancellata mediaticamente in tutti i casi in cui non è stramba o con numeri che non possono essere ignorati e per rimediare gli organizzatori gonfiano ogni oltre limite, sparando cifre improbabili o provano a fare notizia in altro modo. Manifestazioni importanti, ma dai numeri non gonfiati, vengono così oscurate anche sui giornali presunti di "sinistra" (vedi le manifestazioni del movimento per la casa romano, raccontata su internet dal solo Lorenzo Cairoli e ignorate, ma più motivi da tv, stampa nazionale e locale, anche da quella considerata di "sinistra").

A inizio anni 2000, da Genova in avanti i movimenti avevano saputo andare oltre la piazza, usare le rete, nascevano i network di Indymedia, venivano scambiate riflessioni, progetti, appuntamenti, venivano connesse esperienze, sui forum i dibattiti erano accesi, le mailing list producevano analisi e confronto.
Per poter ritrovare qualcosa di simile a quello che accadde in quei mesi bisogna arrivare al movimento dell'Onda (qua ne scrivevo a novembre) dello scorso autunno, con la sua scoperto dei social network, con lo scoprire come relazioni virtuali si possano tradurre nella realtà e riempire le piazze e le assemblee.
Oggi stiamo assistendo ad un fenomeno simile con la nascita dei tanti micropride spontanei di questi giorni(e bravo zambardino a parlarne).

In tutto questo quelli che fanno la figura degli assenti sono i soggetti organizzati. Spiazzati completamente da quello che la rete ha messo a disposizione, non riescono ancora a capire come interfacciarsi ed usare i nuovi strumenti, da affiancare all'organizzazione "reale" per poter incidere nella società, per ricostruire un immaginario, un alfabeto simbolico andato in frantumi sotto i colpi dell'egemonia culturale berlusconiana.

Sempre più debole, tutta la sinistra ha un compito, che non è quello di sconfiggere elettoralmente Berlusconi (che sarebbe sicuramente più semplice), ma quello di riuscire a ricreare un immaginario tale che possa competere per l'egemonia culturale in Italia, che si dimostri alternativo a quello vincente degli ultimi 20 anni.

Riflessioni di fine agosto.

L'estate sta per finire (anche se per me le ferie arrivano solo la prossima settimana) settembre è alle porte, a sinistra siamo sempre fermi, qua sotto giusto qualche riflessione, sperando in un autunno caldo e che risvegli gli animi.

Dove sono? Cosa faccio? Quale prospettiva? Quali obbiettivi? 

Domande che in questo torrido agosto mi si sono riproposte in più e più occasion, ogni volta che c'è da pensare alla politica. Le risposte sono incerte, indeterminate a tal punto che Heisenberg sarebbe fiero. 
Sapevo che sarebbe stato difficile, buttarsi in un mare aperto che può portarti giù in ogni momento, consapevole però che non c'era e non c'è altra alternativa possibile per una sinistra possibile in Italia.

Il percorso di Sinistra&Libertà sembra sostanzialmente immobile, nonostante un milione di voti arrivati partendo da zero, nonostante la voglia di quelle tante persone trovate lungo il cammino di questi mesi di mettersi in gioco, di scommettere su qualcosa da creare da zero.
E invece niente, siamo fermi, inchiodati, stop, alt, non un passo avanti, fermi a fare cosa poi non è dato sapersi, visto che non esiste un luogo di dibattito, quindi fermi perchè così vuole qualche dirigentello avanzato e ammuffito che non si capisce con quale delega parla nel momento in cui dovrebbe essere la "base" a parlare a proporre.
Vengono creati finti momenti di confronto come sarà l'assemblea del 19 settembre, tutti sappiamo già come finirà, tante belle parole e poi ci rivediamo per le elezioni regionali del 2010, con quale forma alchemica questa volta ancora non è dato sapersi; visto che Nencini ed il suo Ps in Toscana per esempio hanno approvato la nuova legge elettorale che inserisce lo sbarramento al 4% e si prospetta un loro inserimento nelle liste del Pd, i Verdi toscani che allo stesso modo non vogliono costruire S&L che continua a rimanere un marchio propietario dei 5 microsoggetti organizzati che l'hanno messo in piedi come cartello elettorale. Manca quel passo avanti che tutti ci aspettavamo, quello della trasformazione da cartello a soggetto politico vivo, dove tutti sono chiamati a rimettersi in gioco, a darsi da fare. 

Il tempo passa veloce e si porta via la speranza e la voglia di tanti che non vedono prospettive e progetti, si avvicina settembre e l'autunno sarà difficile.
C'è ancora tempo, ma per ogni secondo sprecato vi è qualcuno che perde la speranza.
Ci vuole finalmente quel tanto atteso rovesciamento della piramide, che nel momento in cui c'è il nulla, qualcosa nasca dove c'è la presenza vera, nei territori, dove c'è chi si è sporcato le mani di colla e inchiostro, dove c'è chi ha messo la propria faccia e la propria persona in gioco, perchè nelle stanze dove si ritrovano in 5 non nascerà mai niente.