Nostra patria è il mondo intero

Era l’estate del 2007, quell’anno non so se vi ricordata la Romania e la Bulgaria erano appena entrate nell’Unione Europea e in Italia c’erano stati una serie di roghi di campi rom e una generica caccia allo zingaro così come spesso accade. La cosa andò avanti per delle settimane e spesso venne fatte l’equazione rom = rumeni. Me lo ricordo bene, perché quell’estate insieme a un amico facemmo una vacanza in Romania e la cosa i rumeni se la ricordavano bene e non gradivano, ma questa è un’altra storia.

Quel viaggio partì zaino in spalla dalla stazione di Venezia Mestre su un treno Euronight che attraversando Lubiana, Zagabria, Budapest ci portò a Bucarest in “sole” circa 36 ore. Di quel viaggio ricordo quello che erroneamente dissi al mio amico prima di stenderci in cuccetta a dormire, alla domanda se dovessimo tenere i documenti vicini in caso di controlli, risposi in maniera molto naive: “mannò, non ti preoccupare tanto c’è Schengen”. Nella mia risposta c’era l’idea che quella che stavamo per attraversare fosse Europa, quell’Europa che potevamo attraversare liberamente e che ci aveva fatto diventare la generazione Erasmus e Ryan Air. Ovviamente solo poco tempo dopo prima la polizia Slovena, poi quella Croata e poi quella Ungherese ci svegliarono con modi molto poco amichevoli per chiederci i documenti.

Arrivati a Budapest, il treno venne ricomposto, una metà riprese il viaggio verso Bucarest e l’altra metà andò a Kiev. Quel treno non esiste più, così come Schengen sembra sempre di più un ricordo. Per paura di aprirsi al mondo l’Europa ritorna piccola a rinchiudersi dentro confini che erano stati cancellati (almeno per i suoi abitanti), facendoci sentire almeno per un po’ cittadini europei. Spero che la mia generazione soprattutto, non rimanga impassibile di fronte a queste scelte. Tornare indietro oggi sarebbe buttare via 70 anni di storia europea.

Lettera al Compagno Segretario

Caro Compagno Segretario, 
posso chiamarti Compagno vero, mica te la prendi? 
Non mi conosci, sono uno di quei 485.698 elettori ed elettrici del centrosinistra che hanno votato Nichi Vendola al primo turno delle primarie. 
L'ho fatto perché credevo fosse la persona più adatta a rappresentare nel centrosinistra in Italia quella necessità di cambiare rotta che sento necessaria alla sinistra e all'Europa. 
Le sue idee e le sue proposte sono quelle che mi hanno fatto sognare che l'Italia potesse prendere davvero una strada diversa e migliore rispetto a quella che ha intrapreso negli ultimi anni. 
Purtroppo il mio voto e quello di altri non è bastato per permettere a Vendola né di vincere né di arrivare al ballottaggio, ma anche se non ha vinto penso che molte delle nostre proposte possano essere importanti per il futuro; i temi sollevati nel corso di questa campagna elettorale sono stati e saranno spunti di riflessione e patrimonio di tutta la sinistra e il centrosinistra.
Caro Compagno Segretario, io non ti ho mai votato, non ho nemmeno mai votato il Partito Democratico, non so cosa farò domenica prossima, molto dipenderà da quello che dirai e che farai in questa settimana, non ti preoccupare però che Renzi non lo voto, troppo lontana la sua visione su tutto, quindi al massimo starò a casa a guardare con distacco e poca convinzione chi vince, oppure se saprai farti carico con un po' di coraggio di provare a rappresentarmi (parlo per me, che non ho la pretesa di parlare a nome di nessun altro, anche se magari qualcuno può riconoscersi nelle mie parole), di fare tue una parte delle istanze che abbiamo portato dentro a queste primarie. 
Il dibattito e la discussione troppo spesso si è avvitato sulla conformazione interna del Pd, lasciando fuori la realtà, quella che parla di giovani nelle piazze, fabbriche che chiudono, frane che distruggono case e paesi. 
Il Pd oggi, per quanto io l'abbia sempre criticato, è l'unico spazio intorno al quale oggi ruota la possibilità per la sinistra politica di incidere nelle vite delle persone, ma da solo quello spazio non basta, va riempito insieme a quella sinistra polverizzata che vive in migliaia di realtà difficili. 
Per un lungo periodo ci siamo divisi pensando di poter bastare da soli, quello è stato il motivo per cui abbiamo perso e continuiamo a perdere.  
I prossimi anni saranno difficili per l'Italia e per l'Europa, solo con l'ottimismo della volontà (sarebbe stato bello sentir tornare a pronunciare il nome di Gramsci, come ispirazione a riprendere l'egemonia culturale, ancora salda nelle mani del berlusconismo), ritornando a sognare, possiamo affrontarli senza soccombere nel pessimismo della ragione e impantanarci nelle virgole di un realismo grigio. 
Oggi abbiamo bisogno di speranze e solo camminando insieme possiamo pensare di costruirle. 
Mettiamoci a lavoro, su molti punti siamo già vicini, non dovrebbe essere troppo difficile se ci impegniamo. Collaboriamo, costruiamo qualcosa di bello che ridia speranza alle persone, facciamo vedere qual è il cambiamento che vogliamo. 
Caro Compagno Segretario, ti auguro un buon lavoro in questa tua ultima settimana di campagna elettorale per queste primarie, la mia speranza è quella di incontrarsi domenica prossima dentro il seggio, insieme a tante persone.
 
 

Tutte le feste si porta via…

E' arrivata la befana… peccato che quella che passa su Gaza non abbia le scarpe rotte e le toppe alla sottana, ma sia a bordo di un F16 e spari missili contro scuole, moschee e ospedali, un po' così alla membro di segugio, perchè ci sono pericolosi futuri terroristi da sterminare.
Mentre il mondo continua a guardare, mentre le diplomazie cercano la formula giusta per non dire niente, intanto viene rasa al suolo sistematicamente una città, vengono uccisi i civili, viene annichilito un popolo, viene rinforzato l'esercito della disperazione che va a prendere posto tra i futuri nemici, perchè questa è la strategia, continuare a creare nemici da uccidere, sperando di ucciderli tutti.

Spero in una forte presa di posizione da parte di Obama, ma ho molta paura di venire smentito, perchè in questo momento gli Stati Uniti sono gli unici a poter fare una forte pressione su Israele, mentre l'Unione Europea continua ad essere divisa. 

Buon anno, anche se non è iniziato molto bene…