Baby we’ll be fine


«ciao, ci sentiamo dopo. Ti voglio bene»
«ciao»
«ciao»
«ciao»
«ciao»
*click*
Continuo a salutare anche dopo che ha attaccato.
Ritornano i rumori, ritorno qua. La terza telefonata della giornata, fortuna che non le paghiamo.
C'è sempre un buon motivo per voler stare vicini, sempre. C'è sempre un buon motivo per dover essere lontani, ancora.
Ci sono 200km che in giornate come queste farei anche a piedi, arriverei sudato e con le scarpe consumate a suonare il campanello con un fiore in mano.
Ci sono le nuvole che arrivano da dietro le montagne e il vento che entra sotto la giacca mentre cammino a passo svelto verso casa, che poi se tirassi dritto arriverei direttamente là.
Quanto ci vuole? Un uomo a passo svelto può fare 5-6 km/h. Dividi 200 per 5 o 6 (che poi dopo un po' diventerà pure 4) fa quaranta o trentatrevirgolatreperiodico, troppo.
In casa non c'è ancora nessuno, mi siedo in cucina e bevo un bicchiere d'acqua, ho il fiatone.
Dicono che l'importante è il viaggio, non l'arrivo, non lo so mica io se essere d'accordo. C'è che a ogni arrivo di tappa devi guardare al prossimo, prenderti un po' di riposo e ripartire.
Devi fare il tuo passo, che poi altrimenti in salita schianti, e quando sei in salita altro che al viaggio, pensi ma all'arrivo.
E se dessi una gonfiata alle ruote? In bicicletta chissà quanto ci metto?

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I love this game

 
 
Sono sempre stato un appassionato di basket, pur non avendoci mai giocato, se non qualche volta nei campetti di paese con gli amici.
Stamattina sono tornato in campo: pessime percentuali, movimenti farraginosi, ma tanto divertimento.
Anni di inattività fisica si fanno sentire, dieci minuti e mi serve subito un time-out, fortuna che la prima partitella era finita (anche se con una ignobile sconfitta) altrimenti sarei svenuto. Meglio le altre due, qualche buon tiro preso, un fisico che rispondeva meglio e due sconfitte dignitose. 
 
Tra i propositi del nuovo anno c'era anche quello di rimettersi un po' in forma, ecco, appurato il mio attuale stato questa cosa si fa sempre più necessaria.
Quindi dalla prossima settimanasi rispolvera anche il costume e ci si rituffa in piscina, in più qualche partitella a settimana non sarebbe male. 
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Pensieri scelti per l’anno nuovo.

Ancora non mi sento di fare una previsione sull'anno appena iniziato, troppo presto, troppo discostanti le mie sensazioni. So che sarà un anno fatto di scelte, anche difficili.
Scelte su cosa fare, sulla strada che voglio provare a prendere.
Non sono un tipo che ama scegliere, per qualsiasi cosa devo pensare, soppesare, rimandare, poi la scelta però spesso arriva d'istinto, segue quella sensazione che ho a pelle, che magari va contro alla mia elaborazione logica, che la smonta d'impeto.
Altre volte invece la scelta arriva dal cervello, dal frenare quell'istinto, dal contare fino 100, 1000, 10000, dal fare un respiro e andare oltre.
Scegliere non è mai stato il mio forte, non ho mai amato le svolte brusche, le curve secche, però o come la sensazione che il 2009 sarà davvero l'anno delle scelte. 

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