still road

La strada è sempre la stessa ogni mattina, da tre mesi a questa parte.
Scendo le scale, giro a sinistra, di nuovo a sinistra e poi tutto dritto, tutto il viale fino in fondo e sono arrivato.
A metà strada, ogni mattina, abbasso il volume dell'iPod e ascolto.
E' sempre lì, metro più metro meno, col suo sgabello sghembo, gli occhiali attaccati insieme col fil di ferro e quel violino tutto scortecciato e malridotto, pochi capelli in testa e la barba bianca incolta che copra una faccia bruciata dal freddo di troppi inverni e dal sole di troppe estati.
Suona sempre qualcosa di diverso o almeno a me sembra così, sempre melodie tristi e lo capisco, che non è il massimo dell'allegria: suonare un vecchio violino seduto al freddo dalla mattina presto, magari senza nemmeno un caffè nello stomaco.  
Quando metto le monete nella custodia aperta davanti a lui, si ferma sempre un istante, il tempo di un sorriso veloce.
E' qualche giorno che non lo vedo, quando torno magari è di nuovo al solito posto.

La 3+1 giorni del sudore (Parte 2)

I 3+1 giorni sono quelli passati da me in giro per concerti, prima a Livorno per l'Italia Wave e poi a Roma per Bruce Springsteen.

C'è già chi ha scritto e detto tutto del concerto di domenica del Boss, molto meglio di quello che posso fare io.

Prologo

Partiamo dal principio, in una fredda giornata di febbraio mi faccio coraggio e compro il biglietto per il concerto di Springsteen, "che tanto lui è uno che va visto almeno una volta nella vita". Non sono un fan, conosco poche canzoni e non mi ha mai convinto molto. 

Abbagliato dalla luce

Visto il trasferimento da Pisa a Roma, arrivo sotto lo stadio olimpico molto presto, incontro gli amici fan, ma non di osservanza ortodossa e ci mettiamo in fila ad aspettare l'apertura dei cancelli.
[tralascio la parte in cui mi lamento delle 2 ore in più d'attesa rispetto a quanto scritto e del caldo micidiale] 
Si aprono i cancelli e tutti dentro, riusciamo ad entrare nella zona sotto il palco, quella che ci entri con il braccialettino.
Nelle ore tra l'ingresso e l'inizio del concerto posso vedere da vicino alcuni esemplari di fan Springsteeniani di osservanza ortodossa, del tipo che si sono messi a leggere passi della sua biografia a voce alta e cantare C-side sconosciute ai comuni mortali.

Inizia il concerto, tutti che cantano, io faccio finta di conoscere le canzoni, che in realtà non conosco e molte è stata la prima volta che le ho sentite. Devo dire che sul palco Bruce ci sa stare, si spende tutto, urla, corre, suda; insomma "spacca di brutto". La E Street Band sembra la sua famiglia, basta uno sguardo per intendersi.

E qui avrei una domanda per i fan quelli veri, ma il bassista che c'era domenica è un turnista? No, perchè è stato l'unico sfigato su quel palco a non essere coinvolto in niente e messo nell'angolo buio in fondo.

Un appunto, la cosa delle canzoni su richiesta scritte nei cartelloni, i Nomadi la facevano già quasi 10 anni fa, non so quando ha iniziato il Boss, però insomma i Nomadi stanno sempre avanti.

Bruce sul palco è il messia, le canzoni sono preghiere da intonare tutti, impone le mani e prende in braccio bambini, cerca il contatto con i suoi fedeli, perchè quello che ho visto non è stato un concerto, ma un grande rito para-religioso.

Concerto veramente bello, spettacolo che è valso sicuramente i soldi del biglietto, non so se andrò a vedere altri suoi concerti, però ora mi sento un poco toccato dalla fede

[BuzzParadise] Dada Music Movement

BuzzParadise mi ha invitato a partecipare alla campagna di promozione per Dada Music Movement, ho accettato molto volentieri.
Certo, l'aprire la pagina e trovarsi davanti la faccia degli Amici di Maria De Filippi e la possibilità di scaricare il loro cd mi ha un po' inibito all'inizio, soprattutto guardando la pagina principale, dove facevano bella mostra solo autori e brani da hit parade, ma non mi sono scoraggiato ed ho provato a navigare tra le scelte, sicuramente molto ampie, ma poi non così tanto, visto che non sono riuscito a trovare Le luci della centrale elettrica, che avrei voluto inserire nella playlist da pubblicare, però cercando comunque si trovano comunque tante belle canzoni.
Capisco che fare un confronto con iTunes Music Store è difficile, e anche a livello di comunity non si può paragonare a LastFm. Una cosa che invece ho trovato fatta bene è la modalità di download, con un abbonamento mensile da 9,90€ per 30 canzoni (33cent a brano) oppure un abbonamento settimanale da addebitare sul cellulare da 3€ per 7 canzoni (anche se io odio gli addebiti di servizi sul conto telefonic, per qualcuno può essere utile).
Scegliere i 15 brani della playlist non è stato semplice, viste le giornate un po' così che passo ultimamente, per questo la playlist è composta da una prima parte bella brillante per far partire la giornata e una seconda tutta italianissima, con finale di canzoni "storiche" almeno per me…

Musica maestro…

Leggevo oggi nel blog di Claudio Ferrante su Nòva100 un post con un po' di considerazioni e qualche ottimo spunto per una discussione al riguardo di quella che è lo stato attuale dell'industria musicale.

Sono un musicofilo accantio, ascolto musica di continuo e sempre diversa, però purtroppo non mi posso permettere di comprare tutti i cd che vorrei, e quindi, me li scarico, me li ascolto e poi forse me li compro, se decido che merita l'acquisto.
Penso che oggi questa catena di fruizione della musica sia usata, cioè valutare il prodotto e poi nel caso premiare chi lo ha fatto, mi sembra una cosa logica. Sono pochi i gruppi di cui a scatola chiusa mi compro il cd, perchè nel bene o nel male si è creato un rapporto di fiducia, nato dall'ascolto, dal riascolto, dai live e poi quindi dalla fiducia che ho nei confronti di chi presumo che faccia un buon prodotto.
Un disco, per quel che mi riguarda, non si può valutare da un singolo, nemmeno da due, merita l'ascolto e il riascolto più volte, per sentire le sensazioni e le emozioni che provoca.
E' un evoluzione che l'industria musicale e sopratutto chi distribuisce la musica deve capire. 

Io non considero scaricare un cd come rubare, lo considero un diritto: il diritto di poter accedere alla cultura da parte di chiunque, anche di chi non se lo può permettere economicamente.
Lo devono capire anche le major, e quindi trovare mezzi diversi, ormai è sempre più facile per un artista distribuirsi le proprie produzioni, anche con pratiche innovative e che funzionano, si vedano come esempio i cd brulè e tutti i servizi della comunità online degli Elio e le Storie Tese.  

Insomma è riduttivo pensare che chi scarica ruba e quindi vada punito, è riduttivo e sciocco da parte delle case discografiche tentare di mantenere uno status quo, che non può più reggere anche grazie alle innovazioni portate dalla rete.
Si dovranno sempre più dar da fare per cercare nuove strade, che vadano incontro anche a chi usufruisce della musica. 

(e non ho nemmeno parlato di riforma del copyright e del diritto d'autore, che meriterebbe un blog intero a parte… su cui magri potrei scrivere qualcosa più in qua…)