Bivi

 
(Topolino n.1947 – Zio Paperone e Brigitta e il tesoro a bivi, collezione personale)

 

Avete presente le storie a bivi che si trovavano su Topolino fino alla metà degli anni '90? (poi sono scomparse, non so quando, non c'è una data precisa un po' come per le sagome dei camerieri fuori dai ristoranti (cit.) oppure negli anni 00, sono tornate? lettori di Topolino che mi dite?)

Per chi non ce le avesse presenti, erano storie in cui ad un certo punto potevi scegliere su come farle continuare, eri tu lettore che decidevi, se andare a destra o a sinistra, in alto o in basso. Solo che poi io, come penso tutti quelli che le hanno lette, si mettevano lì e esploravano tutte le possibilità di costruzione della storia, scoprendo i diversi finali. 

Nella vita spesso quando sei a un bivio (e ce ne sono tanti e spesso) poi non puoi tornare indietro e vedere l'altro finale, succede che scegli e vedi come va a finire, fino al bivio dopo. E niente, qua siamo arrivati a un bivio e c'è da scegliere cosa fare, dove andare, altri luoghi, altre strade, altre persone, c'è da scegliere un'altra strada, forse non aspettavo che questo momento, quello di poter scegliere nuovamente. La montagna o la pianura? Dove? Come?

Ho del tempo per pensarci, molte settimane, qualche mese, per valutare pro e contro, ragionare con la testa, con la pancia e con il cuore, farsi prendere dalla razionalità più maniacale e dall'istintività più profonda. Intanto mi metto seduto sul bivio e mi guardo intorno.

S’ode a Sinistra

Io voglio far qualcosa che serva     
(Afterhours – Il paese è reale)     
 
Ho fatto scelte pesanti che hanno riguardato la mia vita politica negli ultimi mesi, con la voglia e la volontà di mettermi subito a costruire qualcosa di nuovo, di concreto, di vivo. Un soggetto in grado di rappresentare un'alternativa vera, che nella tempesta della crisi riuscisse a proporre soluzioni concrete e praticabili.
Allo stato attuale delle cose mi trovo invece con tanti tentativi, con tante energie spese, ma con una prospettiva che mi inquieta. La creazione di un cartello elettorale a livello nazionale è un netto arretramento nella costruzione di quel soggetto politico della sinistra che personalmente vorrei vedere.
Avrei preferito un po' di coraggio, un po' di voglia di mettersi davvero a sperimentare forme e nuovi modi di organizzarsi, perchè avrebbe dato un senso anche a tutte le persone che nei territori si sbattono e provano invece a dare davvero la possibilità a tutte le persone di poter partecipare e prendere le decisioni, senza precludere i momenti decisionali a chi ha voglia di mettersi in gioco. Invece le scelte fatte sul livello nazionale e tutte le divergenze tra dirigenti si ripercuotono su ogni livello, nel momento in cui si pensa in termini di cartello e successiva unione tra soggetti già organizzati.

Ed io sono qua nel mezzo, a ballare, sballottato tra la voglia di mandare tutto a monte e provare a seguire davvero un'altra strada e la realtà di non riuscire a farlo. 

 

Pensieri scelti per l’anno nuovo.

Ancora non mi sento di fare una previsione sull'anno appena iniziato, troppo presto, troppo discostanti le mie sensazioni. So che sarà un anno fatto di scelte, anche difficili.
Scelte su cosa fare, sulla strada che voglio provare a prendere.
Non sono un tipo che ama scegliere, per qualsiasi cosa devo pensare, soppesare, rimandare, poi la scelta però spesso arriva d'istinto, segue quella sensazione che ho a pelle, che magari va contro alla mia elaborazione logica, che la smonta d'impeto.
Altre volte invece la scelta arriva dal cervello, dal frenare quell'istinto, dal contare fino 100, 1000, 10000, dal fare un respiro e andare oltre.
Scegliere non è mai stato il mio forte, non ho mai amato le svolte brusche, le curve secche, però o come la sensazione che il 2009 sarà davvero l'anno delle scelte.