La città più bella del mondo

20130702-124848.jpg

Quando mi domandano di dove sono e rispondo “Siena”, normalmente la prima cosa che mi viene detta è: “uuuh che bella Siena!”. 

E normalmente la mia prima risposta, di cortesia, ma anche di verità, perché quasi tutte le città a loro modo sono belle, è: “ma anche X [dove X è la città dell’interlocutore] è bella!”.

Dopo una breve pausa,  un sospiro e uno sguardo all’orizzonte, poi, aggiungo sempre: “però non voglio fare il modesto, per me Siena è la città più bella del mondo e piazza del campo è il luogo più bello del mondo”. Perché quella piazza lì, che per 8 giorni l’anno si carica di un’energia che solo chi ci è stato durante i giorni del Palio può provare a capire, è il luogo perfetto, l’incontro naturale delle strade, il centro del mondo, la comunità che si fa architettura. 

Se fossi il responsabile di un’enciclopedia alla voce “Piazza” metterei il Campo e alla voce “Città” metterei Siena, ma la mia è solo un’opinione di parte, quindi venite e innamoratevi anche voi della perfezione di questo luogo.

Pensieri da playoff

1002399_606828182684540_1578097434_n

Penso che più o meno tutti i tifosi della Mens Sana, che ricordo ha appena vinto l’ottavo scudetto e il settimo di fila, nel corso di questi playoff hanno avuto questi pensieri e la relativa conclusione:

Quarti di finale 

— Ma figurati, quest’anno si va fori al primo turno è già grassa esserci arrivati, anche se sai la soddisfazione vincere con Milano

Semifinale

— Ma figurati, dopo una serie così si va fori con Varese, quelli hanno dominato la stagione,  s’è vinto con Milano ci dovrebbe bastare, anche sé a questo punto sognare non costa niente

Finale

— La purga non la voglio prende, quindi ora si va là e si vince.

 

“Siena trionfa immortale in tripudio di bandiere.
In questo tripudio di drappi e bandiere Siena trionfa come sempre immortale.”

1011879_634807919862738_1354120619_n 

Won’t you help to sing these songs of freedom?

Oggi ero contento, era una bella giornata di sole, avevo appena consegnato la tesi in segreteria e tutti gli altri moduli vari, ero passato in feltrinelli e 100 euri sono rimasti lì. Ero prima di Piazza della Posta (per chi non è di Siena, quella piazza lì si chiama Piazza Matteotti, ma tutti i locali la chiamano Piazza della Posta perché c'è l'ufficio centrale delle poste, penso da sempre), volevo andare a comprarmi il nuovo cd dei Baustelle (poi magari ci scrivo un altro post). Insomma camminavo allegro e c'era questo ragazzo sul lato della strada con una chitarra e la custodia messa a terra per raccogliere le monetine, l'aveva appena presa in mano, si è guardato intorno e le prime note uscite le ho riconosciute subito e in automatico ho iniziato a cantare, camminavo e allegro cantavo. La gente intorno mi ha guardato come dire "questo è matto", in realtà sono solo stonato. Ho guardato quel ragazzo che suonava e sono entrato nel negozio. Quando sono uscito, stava accordando la chitarra, io avevo l'autobus che partiva e volevo dargli qualche moneta, magari un paio d'euro, ma cazzo avevo preso un caffè ed ero rimasto con giusto qualche decina di centesimi, glieli ho lasciati lì, ma mi sono sentito un po' stronzo perché mi aveva fatto stare bene per qualche minuto e mi dispiaceva lasciargli solo 20 centesimi, ma niente quelli avevo.
Spero che non mi abbia odiato troppo. 

 httpv://www.youtube.com/watch?v=MJHgMD1S0bg

Santi

Oggi dice che è il patrono del paese, anzi i patroni: SS. Giusto e Donato.

Quando sono stati scelti ci doveva essere una promozione, una roba tipo prendi 2 e paghi 1. 

In 23 anni nessuno mi ha mai saputo raccontare qualcosa di questi due oscuri personaggi che stanno pure nello stemma del paese (e non ho mai imparato il giorno esatto). Wikipedia parla solo di un San Giusto martire in Africa nel III secolo con i Santi Donato, Ireneo ed altri, ma martire perché? Che ha fatto? E Donato? Perché questa rimozione storica? 

Alla fine tanto l'unica cosa che mi interessava era che per il patrono non si andava a scuola. 

Il post scritto sul tram*

*che poi non sono su un tram che a Siena non ci sono, ma sull’autobus della linea 2 direzione piazza del Sale, ma a Siena a inizio ‘900 c’era il tram, come a Milano, ma senza autisti pippati poi è stato tolto però è rimasta questa cosa di chiamare tram l’autobus e quelli che vengono da fuori mica lo capiscono tutti subito.

È da quando mi sono comprato l’iCoso che volevo scrivere un post usando l’applicazione per WordPress.
Ora mi sembrava carino scrivere un post, mica perché ho qualcosa da dire, solo perché lo posso fare.
Poi vi volevo augurare buon anno che ancora non avevo scritto niente qua, spero che il nuovo anno sia iniziato bene, altrimenti vedrete che migliorerà lo dice anche l’oroscopo.

No alla vendita dei beni confiscati

 

A pochi chilometri da casa mia, nelle splendide colline senesi, si trova una splendida fattoria, Suvignano. Quasi 700 ettari di terreno, 13 coloniche, una casa padronale, migliaia di capi di bestiame, colture pregiate, agriturismo, piscine, un posto da favola.
Si tratta della più grande confisca alla mafia di tutto il centro – nord Italia, sequestrata dal 1996 è stata confiscata definitivamente nel 2007, da allora tutti i tentativi delle istituzioni locali per entrare in possesso della fattoria sono stati vani per il momento e l'emendamento in finanziaria che permette la vendita all'asta dei beni confiscati che non riescono ad essere destinati entro tre mesi, senza nessun tipo di vincolo di utilizzo, rischia di veder tornare in mano alla malavita Suvignano e tanti altri beni.
Libera, insieme a tante altre associazioni, sindacati, partiti ha lanciato una petizione e una mobilitazione per chiedere il ritiro di questo emandamento.
Vi invito a firmare, a partecipare, ad informarvi, perchè quei beni devono diventare davvero "cosa nostra". 

30 days/30 trains

Ho iniziato ieri uno stage che mi porterà per all'incirca un mese a lavorare all'interno della stazione di Siena.
Non sono mai stato un appassionato di treni, non ho mai avuto un trenino e non ho mai sognato di fare il capostazione, però ho sempre trovato l'idea del treno romantica, i treni come macchine vive (e qui non voglio nemmeno citare Guccini) e potenti, domati da uomini che custodiscono i segreti di queste creature. 

Per questo ho deciso che per il prossimo mese pubblicherò all'incirca una foto al giorno scattata sui binari della stazione, qua il set (ho provato ad inserire lo slideshow senza riuscirci, consigli?). 

Tanti tituli

 
1 come il risultato a fine anno, per la terza volta consecutiva (fossimo oltre oceano parleremmo di three-peat). 1 come la sconfitta in Italia su 44 partite tra Supercoppa, Coppa Italia, regular season e playoff.

Un mini-slam tutto italiano a cui manca il pezzo grosso: l'Euroleague vinta meritatamente dal Panathinaikos.
E' stato detto tutto su questa squadra: quanto sia forte, compatta, gruppo eccezionale, professionisti, perfezionisti, non c'è nient'altro da aggiungere.


Milano
non poteva niente, era una storia già scritta, un finale scontato e pure noioso per chi vede da fuori, ma è giusto che sia andata così, ce la siamo meritati questa vittoria.

Sarei poco onesto se non dicessi che sto già pensando alla prossima stagione, con due speranze: quella di vedere un campionato più equilibrato e aperto, e quella di avere la presunzione di voler lottare per l'euroleague.

Adesso però si preparino i festeggiamenti che c'è la Mens Sana da festeggiare!

S’ode a Sinistra

Io voglio far qualcosa che serva     
(Afterhours – Il paese è reale)     
 
Ho fatto scelte pesanti che hanno riguardato la mia vita politica negli ultimi mesi, con la voglia e la volontà di mettermi subito a costruire qualcosa di nuovo, di concreto, di vivo. Un soggetto in grado di rappresentare un'alternativa vera, che nella tempesta della crisi riuscisse a proporre soluzioni concrete e praticabili.
Allo stato attuale delle cose mi trovo invece con tanti tentativi, con tante energie spese, ma con una prospettiva che mi inquieta. La creazione di un cartello elettorale a livello nazionale è un netto arretramento nella costruzione di quel soggetto politico della sinistra che personalmente vorrei vedere.
Avrei preferito un po' di coraggio, un po' di voglia di mettersi davvero a sperimentare forme e nuovi modi di organizzarsi, perchè avrebbe dato un senso anche a tutte le persone che nei territori si sbattono e provano invece a dare davvero la possibilità a tutte le persone di poter partecipare e prendere le decisioni, senza precludere i momenti decisionali a chi ha voglia di mettersi in gioco. Invece le scelte fatte sul livello nazionale e tutte le divergenze tra dirigenti si ripercuotono su ogni livello, nel momento in cui si pensa in termini di cartello e successiva unione tra soggetti già organizzati.

Ed io sono qua nel mezzo, a ballare, sballottato tra la voglia di mandare tutto a monte e provare a seguire davvero un'altra strada e la realtà di non riuscire a farlo. 

 

[Buzzer Time]Maledizione.

Questo è il primo post di una nuova sezione di questo blog, si chiama Buzzer Time saranno post a tema, in cui proverò sviscerare la mia passione per la palla a spicchi, che verranno riprodotti anche sull'omonimo blog creato insieme al compare Alenoir. La palla a due sta per essere alzata!

Le mani che tremano, i muscoli contratti, la paura di cadere di nuovo, i volti tesi, questo è quello che si leggeva nelle facce dei giocatori della Mens Sana ieri.
Era il 23 febbraio 2002 quando la Mens Sana vedeva svanire il sogno di vincere il primo trofeo della sua storia (che sarebbe arrivato solo qualche mese dopo con la vittoria della Coppa Saporta) affondata in finale di Coppa Italia dopo un tempo supplementare da un Manu Ginobili da 28 punti e 32 di valutazione e nonostante un Roberto Chiacig monumentale da 35 punti e 52 di valutazione.
Siena che iniziava allora il cammino verso il primo scudetto e la raffica di vittorie di questi ultimi due anni, non è più riuscita ad avvicinarsi alla finale, sconfitta sempre nei quarti o in semifinale in maniera netta, con prestazioni sempre poco convincenti.

Anche quest'anno ecco ai quarti la solita Cantù, nemica di mille battaglie e che in Coppa Italia tante delusioni ha dato ai tifosi biancoverdi. La partita non è delle migliori, si vede la tensione della vittoria, la responsabilità di un trofeo da portare a casa, dopo tante sconfitte partendo da favoriti. L'attacco è imballato, ma la difesa è sempre quella, intensità e grinta, che si traducono a fine partita in 18 palle recuperate, il solito Kaukenas che entra dalla panca a sostituire un abulico Domercant e ne fa 17 in 23 minuti. 
Cantù prova a rimanere attaccata alla partita, ci riesce fino a 5' dalla fine, quando la partita va saldamente nelle mani senesi che accedono alla semifinale, contro una Benetton uscita vittoriosa dopo un OT  contro una Premiata che aveva tenuto la partita in mano per 3 quarti.

Stasera di nuovo in campo per sfatare la maledizione, per riuscire a tornare a giocarsi la Coppa in Finale dopo 7 anni, nel 2007 la semifinale con la Benetton era finita con una vittoria trevigiana con una tripla allo scadere di partita (si proprio sul buzzer che da il nome a questo blog) di quel Soragna che ieri ha suonato la carica per la vittoria.
Sarà una partita tutta da vedere, sperando di sconfiggere una maledizione.