#ioricordo Genova

Tra qualche settimana saranno passati 10 anni dal G8 di Genova, tra tutte le celebrazioni e iniziative per celebrare l'anniversario quella che mi ha colpito di più è: #ioricordo Genova una bellissima iniziativa lanciata da Claudia.

Un luogo dove raccontare quello che stavamo facendo in quei giorni, per ricostruire un racconto collettivo, mettendo inisieme tanti frammenti scomposti e non collegati tra di loro, ma che attraverso il ricordo delle emozioni e delle sensazioni vissute in quei giorni faccia muovere "l'ingranaggio collettivo" e sociale che è la memoria.

Per partecipare potete inviare i contributi qua e/o usare l'hashtag #ioricordo su twitter, fate girare l'ingranaggio!

Wikiplomacy

In tutta questa faccenda di Wikileaks a me più che i contenuti dei documenti (spulciandoli alcuni dei quali anche molto interessanti tipo questa analisi del Degastan che passa dal racconto del matrimonio del figlio di un boss locale), di cui tutti oggi stanno scrivendo, ha colpito il metodo.
Come fa notare Gianni Silei è da quando i Bolscevichi pubblicarono gli accordi segreti tra le potenze della prima guerra mondiale che non succedeva qualcosa del genere e prima era avvenuto qualcosa di simile con la pubblicazione dei dispacci degli ambasciatori della Serenissima.
Rimane quindi ancora valida l'idea wilsoniana di una diplomazia non più segreta, ma discussa e condivisa, attraverso una lega delle nazioni? 
Magari da tutto questo oltre l'informazione pure la diplomazia ne uscirà cambiata.

il post del castello di carte

(foto di: Esther Gibbons)
 
Il bar era vuoto, solo la barista carina e quel vecchietto che gobbo sul tavolo nell'angolo stava sorseggiando un bianchino provando a fare un castello di carte. Alla stazione lì vicino doveva arrivare l'ultimo treno della giornata, quello dei pendolari. Il mazzo accanto al bicchiere, due carte per volta, lentamente, lentamente. Fare un castello di carte richiede pazienza e attenzione, se le carte sono troppo nuove scivolano sul piano lucido del tavolo. Devi stare attento anche al tuo respiro e alle dita, se ti muovi troppo velocemente per arrivare a stringere il bicchiere lì accanto puoi far cadere tutto.
La barista finisce di sistemare i bicchieri appena lavati, sul tavolo le carte hanno preso forma e adesso c'è un castello, di quelli con quattro file di carte, grande. Adesso c'è solo da aspettare: una porta che si apre, un refolo dalla finestra, la mano che sbatte sul tavolo; quel castello è destinato a cadere. Nel frattempo c'è solo da godersi il momento, forse è proprio questo il bello di un castello di carte, aspettare che cada per raccogliere le carte, rimetterle insieme e ricostruirlo di nuovo, mischiando tutto.